Un altro martedì al Day Hospital, questa volta con il volto coperto dalla pioggia. Un altro gruppo comunitario e un'altra opportunità per riconoscere che le nostre storie sono intessute nella vita di tutti i giorni, anche se spesso me ne dimentico.
E questo gruppo era straordinariamente coeso nella sua volontà di guardare alla vita quotidiana con occhi interessati e riflessivi. Confesso di aver provato invidia per molte delle persone presenti, desiderose di condividere momenti così semplici e magici. Quanto è stato bello vedere vecchi e nuovi membri dell'équipe, ex pazienti e altri nuovi arrivati, tutti svegli - sì, erano TUTTI svegli - all'esperienza del Gruppo di Salute Mentale della Comunità, con tutte le ricchezze che è in grado di produrre.
Nel tentativo di descrivere la mia esperienza di questa mattina, mi avvalgo delle sagge parole di Guimarães Rosa, ricordate nel gruppo precedente da un collega:
Il flusso della vita avvolge tutto.
La vita è così: si riscalda e si raffredda,
si stringe e poi si allenta,
si calma e poi si ferma.
Quello che vuole da noi è il coraggio.
Coraggio!
Posso dire che oggi il gruppo è stato veramente coraggioso!
Abbiamo assistito al coraggio di abbandonare un corso di laurea per affrontare le faticose notti di studio e tentare così un nuovo esame di ammissione; al coraggio di esporre l'omosessualità in modo così delicato, pur con le insicurezze e gli eventuali fallimenti; al coraggio di raccontare la propria storia, con tutti i capitoli amari che hanno richiesto una lotta costante; al coraggio di abbandonare le faccende di un pranzo caotico per osservare i passi lenti di una tartaruga?
Il coraggio, insomma, di stare tutti insieme in una giornata nuvolosa, sorprendentemente emozionata tanto da ricordare la mia famiglia in cammino verso la spiaggia durante le vacanze estive; in fondo, come invita la canzone di Marcelo Jeneci:
Meglio vivere, tesoro mio,
perché c'è un posto dove il sole splende per te,
Piangi, sorridi e balla anche tu,
Danzare sotto la pioggia quando la pioggia arriva.
Eravamo tutti lì, eccitati dalle possibilità della vita, da ciò che la quotidianità ha da offrirci, giorno dopo giorno, attraverso una canzone, una poesia o un'esperienza, purché siamo attenti ad essa. Posso dire che quando il gruppo è finito, mi sono ritrovata a sperare che il tempo nuvoloso diventasse ancora più scuro, perché il mio desiderio era uno solo: ballare sotto la pioggia senza fermarsi!
Marina

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