


Il Community Mental Health Group Programme è stato presentato in Italia grazie a una partnership tra l'Università degli Studi di Verona (UNIVR) e l'Università di San Paolo (USP), che ha permesso la collaborazione tra il Centro di Filosofia della Cura (CERC), coordinato dalla professoressa Luigina Mortari dell'UNIVR, e il Laboratorio dei Processi di Soggettivazione in Salute (LaProSUS) dell'USP, coordinato dalla professoressa Carmen Lúcia Cardoso. Le presentazioni sono state tenute ai corsi di laurea collegati ai dipartimenti di Scienze Umane e Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell'Università degli Studi di Verona.
Il programma è stato presentato dal ricercatore Danillo Lisboa, dottorando in psicologia presso la Scuola di Filosofia, Scienze e Lettere dell'Università di San Paolo di Ribeirão Preto, in stage di ricerca all'estero. Sono stati discussi gli aspetti storici e strutturali del programma, nonché i fattori contestuali attuali che hanno ripercussioni sulla salute mentale e la rilevanza degli interventi comunitari come strategie di cura della salute mentale.


Secondo la ricercatrice:"La possibilità di presentare il Programma dei Gruppi Comunitari di Salute Mentale nel contesto italiano si è rivelata un contributo al campo della salute mentale e della formazione umana nel suo complesso, dando visibilità all'originalità e al potenziale di una pratica sviluppata in terra brasiliana. Inoltre, questo scambio di idee e conoscenze è a doppio senso, poiché contribuisce anche all'espansione e al miglioramento del Programma stesso."
Daniel March, studente del secondo anno del corso di Scienze della Formazione Primaria dell'Università degli Studi di Verona, si è detto sorpreso dalla presentazione della pratica brasiliana: "Ho spesso pensato alla psicologia clinica come a una pratica che coinvolgeva solo soggetti singoli, o al massimo coppie, per cui i singoli venivano aiutati in modo isolato ad affrontare le loro difficoltà. Ma la presentazione della pratica brasiliana mi ha colpito molto e mi ha convinto dell'importanza di recuperare la dimensione sociale che è propria dell'essere umano. Credo che concepire la salute mentale in termini comunitari significhi offrire la possibilità di pensare a se stessi nel modo più inclusivo e umano possibile".
Per il professor Valerio Vivencia, psichiatra del Dipartimento di Scienze Neurologiche, Biomediche e del Movimento dell'Università di Verona, la presentazione è servita da ispirazione per la propria pratica clinica. Ecco le sue parole: "Ho trovato molto interessante il tipo di approccio presentato. Mi ha ispirato la vostra iniziativa di psicoterapia di gruppo. In particolare, a credere nel potere delle parole e della narrazione. Credo che l'approccio fenomenologico che proponete sia solido perché si basa sulla fiducia nella parola".
Il programma del Gruppo di Salute Mentale di Comunità è stato presentato anche ai professionisti che compongono la rete di assistenza alla salute mentale della città di Verona, rivelando nuove possibilità di diffusione e di espansione della pratica in contesti diversi, sia a livello nazionale che internazionale.
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