Di Aline Cristina Dadalte

Le esperienze con il Gruppo Comunitario mi hanno mostrato che è una specie di “caccia al tesoro”. Una ricerca nella quale trovo delle ricchezze, sia nel dolore che nella felicità, e queste scoperte sono spesso inaspettate, ma sempre ricche, molto ricche!
In uno dei nostri incontri, seguendo la mappa del tesoro, ho scoperto alcuni gioielli. Su una lapide – proprio così, su una lapide! – una partecipante ha raccontato che la defunta ha lasciato un “tesoro”, una ricetta di biscotti, ma non era una ricetta qualsiasi… era QUELLA ricetta che qualcuno non poteva morire senza lasciare al mondo. Questa esperienza ha fatto riflettere la partecipante: cosa lascerò IO di prezioso al mondo? Ho pensato che sarebbe speciale preparare quella ricetta per i miei amici e raccontare di questa storia successa nel gruppo.
Alcuni passi avanti, mi sono imbattuta nel libro degli abbracci di Eduardo Galeano che ha aiutato uno dei partecipanti a fare un'esperienza sull'osservare, perché non basta vedere, bisogna guardare e, a volte, abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni a farlo. Guardare è diverso, quando guardo, noto, scorgo, scopro, da sola o in compagnia… Un'altra perla per la mia collezione.
E c'era altro… molto altro! Un video di un figlio barbiere la cui madre malata aveva bisogno di rasare i capelli e, in un atto d'amore, lui inizia a rasare se stesso… immediatamente uno dei suoi amici, con un gesto prezioso, inizia anche lui a rasarsi la testa! Ed eccoli lì, in quel salone, che si sostengono a vicenda, amici e madre! Questo video ha aiutato la partecipante a vedersi come madre e a riflettere sulle sue relazioni familiari e di amicizia. Ha aiutato anche me a vedere l'amica che sono in uno di quei momenti, quando la vita ci gioca un brutto scherzo. Le esperienze dei partecipanti lasciano questi brillanti lungo il cammino, aprono nuove esperienze, come la mappa del tesoro che ad ogni scoperta rivela altri indizi, altri percorsi da seguire.
Così, in questo percorso di scoperte, qualche passo più avanti, ricevo in regalo l'esperienza di un abbraccio inaspettato. La partecipante cerca di esprimersi, ma non riesce a trovare una parola precisa per descrivere quanto quell'abbraccio inaspettato l'abbia toccata, cerca di trovarne una che contenga tutto ciò che sente, tutto ciò che era contenuto in quell'abbraccio. Mi sono sentita anch'io abbracciata, e piena di voglia di inventare le parole che mancano.
Queste esperienze di dolori e felicità che troviamo mi aiutano a guardare la mia quotidianità e a vederla con i suoi diversi contorni. Emerge in me un essere umano che li affronta in modo più creativo, al punto da renderli così preziosi. La ricchezza più grande, forse, è scoprire che le esperienze non hanno fine e che le conservo come un tesoro, ognuna di esse, unendo dolore e felicità.
Il Gruppo Comunitario si rivela esattamente come ciò che mi viene in mente quando penso a “tesoro”, non è oro o pietra preziosa, ma qualcosa che arricchisce l'anima e ispira la quotidianità. Il gruppo diventa “mappa del tesoro”: non so cosa troverò, è la sorpresa che si cela dentro ogni scrigno aperto per condividere generosamente. Ogni piccolo tesoro che trovo lo conservo fino alla fine… che è sempre l'inizio di un nuovo cammino. Portiamo e lasciamo delle ricchezze per illuminare il cammino di ciascuno.
Lei, oggi, ha già guardato nel suo scrigno?
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